Fisica – Legge di Conservazione Massa ed Energia

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“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Ricorderete sicuramente questo principio postulato da un certa scuola di pensiero in Grecia al tempo dei primi filosofi, il cui esponente più noto era Empedocle.

Esso si riferiva alla totalità dell’essere, in tempi in cui non c’era separazione tra “anima e materia”. Di conseguenza tutto ciò che andava empiricamente contro questa regola, ad esempio la morte, era vista come “doxa”, cioè apparenza o illusione.*

Successivamente però, prevalse la visione empirista che sublimava la doxa da illusione ad unica realtà in quanto direttamente manifesta, così implicitamente negando o nel migliore dei casi classificandolo come dato da dimostrare, l’esistenza del metafisico. Nacque così a livello concettuale la separazione tra “fede e scienza”**

 

Il concetto così “spurgato” dell’argomento spirituale, venne studiato più volte e passato agli onori della storia della fisica in forma chiara ed esplicativa con Antoine-Laurent de Lavoisier nel suo famoso:

PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELLA MASSA (CHIMICA) – in una reazione chimica nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma

La stessa va corretta alla luce della teoria della relatività laddove E=MC^2

all’interno di un sistema chiuso, in una reazione chimica la massa dei reagenti è esattamente uguale alla massa dei prodotti, anche se appare in diverse forme

diventando:

all’interno di un sistema chiuso, a seguito di ogni tipo di trasformazione, l’energia totale sarà sempre la stessa anche se apparirà in diverse forme

 

Ora veniamo a noi.

Proviamo a riformulare l’ultimo postulato sostituendo ed integrando man mano

all’interno dell’universo ( per definizione un sistema chiuso ), a seguito di ogni tipo di trasformazione-ad esempio del ciclo di nascita/morte-  , tutto quello che si è trasformato – ad esempio la coscienza dell’individuo – continuerà ad esistere anche se in diversa forma

Come vedete, al contrario di quanto il senso comune pensi, la scienza, anche se maniera implicita, ha continuato la ricerca metafisica. La legge di conservazione dell’energia totale, fornisce un presupposto scientifico per l’immortalità dell’anima. Esperimenti come quelli di Masaru Emoto con la” memoria dell’acqua”, dimostrano in maniera inequivocabile che il pensiero umano sia energia***.

Come si vede poi con la fisica quantistica ( ad esempio nel fenomeno del Quantum Entanglement ) lo stesso concetto di tempo e spazio è da rivedere, arrivando a definire la nostra percezione di esse come illusorie.

E’ pertanto tempo che si torni alle origini, riunendo i concetti di fede e scienza ed indagando il mondo nell’ottica del concetto originale greco, aggiornandolo:

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” che diventerà per analogia essendo il concetto di trasformazione illusorio**** :

NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO E’.

 

Un grazie

Helios84

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Approfondimenti:

 

 

*questo principio vine esplicato in maniera chiara per la prima volta da Parmenide

** accostando il termine “fede” a scienza, la battaglia è persa già in partenza in quanto per scienza si intende al contrario qualcosa di inequivocabilmente dimostrabile. I Termini giusti dovrebbero essere metafisica al posto di fede e fisica al posto di scienza, laddove entrambi gli ambiti sarebbero all’interno delle possibilità e necessiterebbero di dimostrazione scientifica. E’ infatti mia tesi ( vedere qui ) la possibilità di DIMOSTRARE la realtà della Metafisica.

*** Masaru Emoto ha scoperto che l’acqua reagisce agli stati emotivi della psiche umana. In un suo esperimento tipo una persona comunica all’acqua, tramite pensiero e parole un concetto, ad esempio rabbia. Successivamente, l’acqua viene fatta congelare osservando quindi la forma geometrica dei cristalli

**** i greci definivano il concetto di trasformazione in relazione al suo essere l “evidenza prima” ed incontestabile. Ora in seguito all’indagine quantistica sappiamo che non è così

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Fisica – Etere

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Etere, etere luminifero, campo quantico, energia oscura, matrice divina,scintilla divina, prana, reiki, campo sorgente, campo del vuoto, energia del punto zero etc… Tanti nomi quanti gli ambiti e discipline nei quali se ne è parlato ( spesso senza saperne il suo reale significato ).

Io la definisco come l’energia prima che genera ogni cosa tramite un moto vibrazionale.

Da sempre le religioni palano di una qualcosa di divino che è onnipresente e onnipermeante, la scintilla presente in tutte le cose.

Ma vediamo come è stato considerato nella storia della fisica.

Al tempo della fisica meccanicistica, dove tutto il visibile era considerato nell’ottica di interazione tra materia e forze, l’etere veniva visto come medium necessario di collegamento. Successivamente con l’entrata in scena della fisica ondulatoria, esso era diventato il mezzo tramite il quale esse si propagano. Eliminato poi a seguito dell’esperimento di Michaelson-Morley che ad una superficiale lettura sembrava escluderlo e dallo stesso Einstein che però lo recuperò in seguito.Fermiamoci ora e vediamo perchè.

A scuola le sue teorie le abbiamo studiate tutti. Ma pensiamo davvero di averle capite? Partiamo dalla velocità della luce che piega lo spazio/tempo per mantenere sempre la stessa velocità. ….. ….. …… un attimo ….. piega lo spazio/tempo…… ma la velocità della luce non si propagava nel vuoto?????!!!! Tralasciando l’evidente paradosso che qualcosa si propaghi nel nulla, come fa il vuoto a piegarsi*??????!!!!! Come mai mi ricordo che ci insegnavano anche che l’etere non esisteva perché “lo aveva detto pure Einstein”… quando invece lo ha poi recuperato???!!! Mistero! Altra cosa. La famosa formula accettata da tutti E=MC^2, mi sono accorto solo io che sancisce che la materia alla fine è energia=tutto quello che vediamo è energia? Ditemi se non è spirituale una teoria che ipotizza che tutto, io, voi, gli animali, le piante, la terra il sole, le galassie e l’universo siamo tutti fatti della stessa cosa! Ma no noi queste cose le studiamo solo perché poi “se vado all’ università e voglio fare fisica per poi spedire i razzi in orbita o simili almeno ho un’infarinatura generale”! Poi il nostro caro Einstein come mai dice la famosa frase “Dio non gioca a dadi”? Sarà forse che le sue ricerche lo avevano convinto di qualcosa? No certo “Scienza e Religione sono due cose separate, poi quello era un burlone si sa!”………

La fisica post-Einstein pertanto ha da quel momento escluso il concetto di etere. Nonostante questo sempre più ricerche hanno dimostrato che lo spazio non è vuoto. Sono stati osservati infatti in diversi esperimenti emissioni dal vuoto ( o campo ) di fotoni, raggi gamma, nonché interazioni energetiche, come l’effetto Casimir e la forza di legame di VanDerWalls. La spiegazione riconosciuta è che si tratta di interazioni vorticose legate a creazione a annichilazione di particelle. ….. ….. … ma ancora???!!!! Ma come è possibile che il vuoto ( a logica linguistica = totatale assenza di qualsiasi cosa ) generi qualcosa, addirittura delle particelle.Beh una soluzione la fisica ufficiale l’ha trovata. La supposta materia la genera l’antimateria** che è collegata alla materia oscura*** che è collegata all’energia oscura****! Certo ….. però l’etere non esiste!

 

Un grazie

Helios84

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Approfondimenti

 

*il motivo è che lo spaziotempo ha una matrice eterica di natura geometrica, e pertanto può piegarsi. Il discorso verrà ampliato nella trattazione della fisica dei solidi platonici

**tratteremo l’antimateria riguardo al discorso sulla fisica di Dewy Larson che ipotizza l’esistenza di una dimensione parallela di tempo/spazio contrapposta al nostro spazio/tempo

*** la materia oscura è stata supposta per spiegare l’anomala velocità delle stelle più lontane dal centro galattico che non rispettato le leggi gravitazionali di Keplero

****l’energia oscura è stata supposta per spiegare l’anomala velocità di allontanamento delle galassie esterne nel moto di espansione dell’universo

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Fisica – L’universo Olografico

Come conseguenza del Quantum Entaglement ci ritroviamo un universo che apparentemente è governato da materia, tempo e spazio, ma che nella sua vera natura, che la scienza ha scoperto con l’indagine quantistica, esiste in uno stato:

 

1 energetico indifferenziato per E=MC^2

2 non-locale,

3 probabilistico

4 atemporale

 

Cerchiamo di approfondire i vari punti.

 

1 dalla famosa formula di Einstein deriviamo il concetto semplice ma di sconvolgente significato che tutto ciò che esiste è una diversa espressione della stessa cosa

2 la non-località, cioè la corrispondenza di parametri indipendentemente dalla distanza, può esistere per la materia esclusivamente se ogni sua parte è una funzione si sé stessa.Infatti se vigesse solo una connessione parziale di qualche tipo essa ne sarebbe limitata

3 la materia che noi consideriamo come qualcosa di “pieno” in realtà è una funzione d’onda. Dimenticatevi la vecchia visione dell’atomo formato da nucleo di protoni e neutroni circondato da elettroni della fisica meccanicistica.Questi concetti sono validi solo a livello pragmatico per poterli “maneggiare” ed eseguirvici sopra dei calcoli, ma le particelle non sono mai state osservate direttamente in nessun esperimento.Quello che invece è stato osservato sono le conseguenze della loro azione, pertanto si è pensato ad un modello che potesse spiegarle aggiornandolo man mano che si ottenevano nuovi dati.Il vero stato della materia è indeterminato. Nel principio di Heisenberg, di un elettrone si può sapere con certezza di un solo parametro, mentre di un altro si può avere solo una data probabilità.Qui non si tratta di un problema di strumenti o di esperimento, ma di un modo di essere della materia che non è particellare.

4 l’essenza probabilistica della funzione d’onda, ha come conseguenza che la materia esiste contemporaneamente in passato, presente e futuro in tutte le infinite possibilità. L’aspetto importante è che L’ATTO DI OSSERVARE “CONGELA” NELL’ISTANTE CIO’ CHE SI OSSERVA TIRANDOLO FUORI DAL SUO STATO ATEMPORALE. PERTANTO L’ESISTENZA TEMPORALE DELLA MATERIA E’ DIPENDENTE DALLA COSCIENZA*

Se la materia quindi è, come abbiamo visto poco fa, fatta della stessa energia, unita ( non-locale), probabilistica e atemporale, quale sarà una delle sue proprietà fondamentali? Quella di comportarsi come un ologramma – UN UNIVERSO OLOGRAFICO – appunto.

Il concetto di Universo Olografico viene presentato per la prima volta dal noto fisico David Bohm nel suo libro “Universo, mente e materia”. Egli era giunto a tale conclusione dopo che gli esperimenti del 1982 del fisico Alain Aspect avevano oltre ogni dubbio dimostrato la realtà dell’entanglement quantistico.

Ma come funziona in pratica un ologramma?

Si prende un raggio laser e lo si divide in due deviandolo tramite uno specchio. Successivamente uno dei due raggi viene fatto riflettere sull’oggetto da riprodurre nell’ologramma. Poi questo raggio ed il suo gemello non “informato” vengono fatti passare tramite una lastra fotografica che imprimeranno. Qui si verifica il fenomeno dell’interferenza ottica dove il raggio “informato” si va a sovrapporre a quello gemello normale formando dei pattern d’onda che conterranno tutte le informazioni dell’oggetto. L’ologramma così ottenuto potrà essere proiettato tramite un raggio laser e si presenterà come una “fotografia” tridimensionale.

L’interessante è che ANCHE UTILIZZANDO UNA PARTE PIU’ PICCOLA DELL’OLOGRAMMA, ESSA CONTERRA’ TUTTE LE INFORMAZIONI DELL’IMMAGINE ORIGINALE, PERDENDO “DEFINIZIONE” MAN MANO LA PARTE SI FA PIU’ PICCOLA. Quest’ultimo concetto spesso sottovalutato, a mio avviso è molto importante in quanto si nota chiaramente un parallelismo con la nostra condizione umana: un uomo come espressione olografica del tutto avrà in sé le informazioni di quel tutto ( e quindi la spinta a comprenderlo ) ma contemporaneamente non ne sarà del tutto cosciente.

Bohm non a caso collaborerà poi con il neuroscienziato Pribram con cui applicherà la sua teoria al campo cognitivo umano – l’immagine del post curiosamente mostra come cervello e cosmo si somiglino molto- Sempre più palese diventa infatti l’impossibilità del cervello biologico umano di poter gestire quello che noi definiamo coscienza. Pensate ad esempio all’intuizione? Come possiamo spiegare in termini chimici qualcosa che in un solo istante puo’ essere così sconvolgente, potente, emozionante da lasciarci letteralmente senza fiato? Semplicemente non si può. Un cervello olografico invece ha accesso ad informazioni infinite prendendole dal “tutto”, grazie alla non-località ed istantaneamente, vigendo l’atemporalità.

Il nostro cervello sarebbe pertanto semplicemente uno strumento per raccogliere le informazioni quantistico sotto forma di onde e trasformarle tramite i sensi in informazioni tridimensionali, quello che noi percepiamo come realtà.

 

Questa concezione apre nuovi paradigmi in qualunque campo la si voglia applicare.

Saremo capaci noi, sapendo che tutto è connesso , ogni pensiero, azione, gesto, imparare dai nostri errori ed agire con la consapevolezza che “quello che faccio a qualcuno, lo sto facendo in realtà a me stesso”?

 

Un grazie

Helios84

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Approfondimenti:

 

* si tratta del famoso “Effetto dell’Osservatore. Si noti bene che l’ “Osservante” non deve essere necessariamente una persona ma anche una particella, il che porta a pensare che la coscienza non sia un’esclusiva umana ma una proprietà comune a tutto ciò che esiste. E come non potrebbe esserlo essendo tutto energia?

Scienza – Sezione Aurea

SEZIONE AUREA: si definisce sezione aurea di un segmento AB, il segmento AC tale che il rapporto tra AB ed AC , sia uguale al rapporto tra AC e CB

Tale valore, detto rapporto aureo, è uguale a 1,618033989……etc

RETTANGOLO AUREO: il rettangolo aureo è quel rettangolo tale che ha come lunghezza il rapporto aureo e per altezza 1. Si costruisce come in figura. Si noti che il lato di radicequadra di 5/2 corrisponde al raggio del cerchio il cui centro punta  sul lato PHI a 1/2

costruzione

 

 

 

 

 

 

 

 

SEQUENZA DI FIBONACCI:  quella sequenza numerica tale che la somma delle ultime due cifre sia uguale alla terza cifra.

1,1,3,5,8,13,21,34,55,89,144 …. Dividendo una cifra per quella precedente, si ottiene un’approssimazione del rapporto aureo. Essa è tanto più precisa quanto grande sia il valore delle cifre della sequenza utilizzate.

 

SPIRALE AUREA:  se utilizziamo la sequenza di Fibonacci, affiancando man mano dei quadrati che hanno come lati tali valori, possiamo disegnare il quarto di cerchio corrispondente. La continuità di questa linea diventerà una spirale logaritmica approssimata di fattore PI che cresce ogni quarto di giro

spirale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRIANGOLO AUREO: prendendo il lato di un pentagono regolare, si congiungono i suoi due vertici a quello del lato opposto ottenendo un triangolo isoscele il cui rapporto tra il lati sarà in proporzioni auree. Si noti come la proporzione sia autoreplicante in DC, potendo continuare all’infinito.

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ANGOLO AUREO: prendendo una circonferenza si dividono gli angoli secondo il la proporzione aurea ottenendo 222.5° e 137.5°

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Le prime tracce scritte riguardo la sezione aurea si fanno risalire alla scuola dei pitagorici nel VI sec. AC, ed allo studio del pentagono regolare,  la cui distanza tra due vertici opposti ed un lato è il rapporto aureo. L’argomento viene poi ripreso da Euclide nel III sec. AC con la famosa definizione: “Si può dire che una linea retta sia stata divisa secondo la proporzione  estrema e media quando l’intera linea sta alla parte maggiore così come la maggiore sta alla minore”.

Nell’antichità il concetto era molto utilizzato. Si può rilevare infatti che un gran numero di siti incorporasse, oltre a numerosi altri concetti matematici e geometrici  che per la storia ufficiale non erano stati ancora scoperti, anche le proprietà auree.

Solo per citarne alcuni, Stonehenge, il Tempio di Salomone, la Grande Piramide di Giza, il Partenone, Chartres de Notre Dame ( la prima chiesa costruita dai templari di ritorno da Gerusalemme con i segreti del tempio di Salomone e che ispirò tutta l’arte gotica)

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Nel 1202, il grande matematico Fibonacci, che dopo la lettura di testi arabi ed orientali, aveva  introdotto l’uso dello 0, si cimenta nello studio di quello che passerà  alla storia come il “problema dei  conigli”. Egli suppone di chiudere in un recinto due conigli. Questi dopo un mese daranno alla luce una nuova coppia che dopo un altro mese darà alla luce una nuova coppia ( la coppia che ha figliato precedentemente  salta una generazione ) e così via. La progressione che ne scaturirà sarà proprio la famosa sequenza.

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Durante il Rinascimento, la sezione aurea ispirò tutte le più grandi menti dell’epoca. Veniva chiamata la Divina Proporzione e fu studiata ad esempio da Leonardo per quanto riguarda le misure del corpo umano ed inserito in dipinti come la Gioconda.

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Nell’Ottocento alcuni studi di psicologia statistica cercarono di dimostrare che la percezione del bello dipendeva dall’avvicinarsi più o meno di una cosa ai valori aurei. Tuttavia i risultati furono inconcludenti. A mio avviso la tesi è giusta, ma è statisticamente indimostrabile in quanto la mente inconscia collettiva deve ancora “ricordare” che cosa è veramente l’IDEA (intesa platonicamente) del bello, essendo al momento sballottata da una transitoria OMBRA (sempre platonicamente) di percezione all’altra.

In epoca recente, si sta notando un forte ritorno d’interesse per lo studio della sezione aurea. Vediamo quindi dove siamo arrivati- citerò solo spunti ed esmpi salienti perchè l’elenco sarebbe davvero lunghissimo- :

BIOLOGIA:

la molecola di DNA, lo stampo della vita, è basato interamente sulle proporzioni auree. Ad esempio ogni ciclo completo della doppia spirale misura 34 e 21 angstrom di lunghezza e larghezza (21 e 34 ricordo essere due numeri della sequenza di fibonacci); allo stesso modo la distanza tra le creste maggiori e quella minore misura all’incirca 21 e 13 angstrom.

golden-ratio-DNA

 

 

 

 

 

 

 

Inoltre da ultime scoperte, sembra che la sezione verticale sia basata sulla geometria del decagono, che è formata da due pentagoni di cui uno è ruotato di 36° gradi rispetto all’altro. Ricordate che il pentagono è basato a sua volta su phi.

dna-cross-section

 

 

 

decagon

 

 

 

 

 

Il Dna è quindi in poche parole un vortice molecolare tridimensionale a spirale aurea*

feto

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Nel mondo animale

 

pesci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BOTANICA: il processo noto come filottassi, cioè la disposizione sequenziale di crescita tridimensionale delle foglie e delle infiorescenze di una pianta, è regolata secondo logiche auree.Ad esempio, guardando dall’alto la sezione di un ramo, si nota come le singolarità siano disposte secondo angoli di circa 137.5°.

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Qui vediamo come la crescita di un tralcio di vite avvenga seguendo una spirale.

tralcio

 

 

 

 

 

 

 

Qui la geomotria pentagonale dell’interno di una mela e i rapporti angolari in una banana.

banana

 

 

Qui la crescita di un fiore di girasole secondo spirali auree.

girasole

 

 

 

 

 

 

 

 

CHIMICA:

Un gruppo di solidi che ha proprietà appartenenti sia alla tipologia cristallina, cioè a struttura periodica, che alla tipologia amorfa – es. vetro – i quasicristalli, mostrano tra vari livelli di organizzazione, simmetrie basate su phi.

Ho-Mg-ZnQuasicrystal

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella raggio di Bohr, cioè il raggio dell’orbita più interna di un atomo, quando osservato rispetto ai legami forti (covalenti) e deboli(ionici), mostra distanze con rapporti di 1/phi

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ASTRONOMIA:

La struttura di molte galassie è una spirale aurea.

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Lo stesso schema lo troviamo anche su scala più piccola ad esempio nei tornado.

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I periodi di rotazione dei pianeti del sistema solare, posto 1 quello della terra,  sono successioni di potenze di quest’ultimo in rapporto phi

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MATEMATICA:

La simmetria E8, usata nei complessi calcoli inerenti la teoria delle superstringhe, mostra relazioni collegate a phi.

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La tassellatura di Penrose permette di ottenere tramite l’unione aperiodica di figure geometriche, la copertura di superfici infinite. Tutte le unità utilizzate per comporre i vari pattern sono legate alla sezione aurea. Dal pentagono sono ottenute due tra i tasselli più utilizzati: l’aquilone e la punta.

penrose

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei mondo dei frattali, figure geometriche autoreplicanti secondo precise regole matematiche, laddove una parte è la copia più piccola del tutto**, quelli con coeficiente di omotetia phi, sono quelli che permettono la migliore copertura spaziale.

pentagono8

 

 

 

 

 

 

 

 

FISICA

Per la prima volta, proprietà legate ai calcoli della teoria delle superstringhe, sino ad ora relegate al teorico, sono state osservate sperimentalmente. E’ stata infatti scoperta in una catena di niobato di cobalto, portata magneticamente allo stato “critico quantistico” – cioè quando la materia sta per assumere le proprietà di indeterminazione di Heisenberg – in modo da diventare una catena monoatomica, la presenza della simmetria E8 (di cui ho accennato poco fa), e quindi della sezione aurea nel rapporto tra le naturali vibrazioni di stringa rilevate.

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I solidi platonici***, le cui geometrie tridimensionali governano la disposizione dell’energia, e quindi della materia nello spazio, sono ognuno ottenibili con trasformazioni di un altro di essi. In particolare l’icosaedro, il dodecaedro e l’ottaedro mostramno direttamente phi. Inoltre i solidi platonici sono tutti inscrivibili in una sfera ( i loro vertici toccano la circonferrenza volumetrica ), il cui valore PI GRECO è collegato tramite la sua frazione continua a phi. In foto si noti come i piani intersecati che sottintendono i vertici di un icosaedro sono tutti rettangoli aurei.

platonic_solids

 

 

 

 

 

 

 

icosaRect

 

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La distanza di Plank, definita come “la distanza oltre la quale il concetto di dimensione perde ogni sinigificato fisico” – cioè la distanza oltre la quale la materia esce dallo stato quantico ed iniziano a valere le leggi dello spazio/tempo-  ha un valore di 1,616252 x10 elevatoa-35, “pericolosamente” vicino ad essere un armonico di phi.

 

In un grafico scalare dove si analizzano frequenza rispetto al raggio di qualunque gruppo organizzato di materia, ad esempio atomi, vita biologica, galassie, si nota che le distanze sul grafico tra ogni intersezione, quando divise tra di loro, stanno i rapporti armonici aurei. E’ interessante notare come l’intersezione che appartiene all’uomo, si trovi proprio a metà tra i valori dell’universo e quelli del mondo subatomico. Per dirla con le parole del controverso fisico Nassim Haramein ( l’autore del grafico ), noi siamo l’orizzonte degli eventi di tutto ciò che esiste.

scaling

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da tutte queste informazioni si evince facilmente come il rapporto aureo sia presente in successione ovunque,dal microcosmo al macrocosmo, regolandolo.

E’ interessante a questo punto inserire l’argomento all’interno delle conclusioni a cui siamo giunti a seguito della trattazione del concetto di Universo Olografico.

Le caratteristiche di similitudine tra una piccola parte ed il tutto sono garantite dalle proprietà dei frattali che in omotetia phi rappresentano il metodo più efficiente di autoreplicazione. Inoltre il principio della “perdita di definizione” man mano che le parti dell’ologramma si fanno più piccole, sono ben esplicate dall’allontanamento dal valore più approssimato di phi per numeri di Fibonacci più piccoli. Ad esempio 8/5=1,6 e 21/13=1,615 e così via.

Pertanto l’innata ricerca di sviluppo da parte della materia del cosmo verso forme sempre più evolute di organizzazione, si può vedere come una necessità di ritorno alla PERFEZIONE del rapporto aureo, che in definitiva è la ricerca della filosofica BELLEZZA.

Davvero una DIVINA PROPORZIONE

 

Un grazie

Helios84

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Approfondimenti:

 

 

  • approfondiremo questo argomento in un articolo dedicato
  • ** questo concetto è lo stesso dell’universo olografico
  • ***approfondiremo questo argomento in un articolo dedicato

 

Fisica – Quantum Entanglement

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Il quantum entanglement si riferisce allo stato due particelle “gemelle”, le cui proprietà, quando misurate, risultano essere una corrispondente all’altra per qualunque parametro, come spin, polarità e sopratutto distanza.

Esso è stato dimostrato più volte sperimentalmente con particelle come fotoni ed elettroni, oltre che grosse molecole come le buckyballs di Buckminster Fuller ed addirittura piccoli diamanti.

La prima volta che se ne parla è come conseguenza alle equazioni di Schroedinger relative allo stato quantico di una dato sistema fisico, che potevano essere risolte matematicamente in diversi modi. La spiegazione dell’epoca venne data dal famoso principio di indeterminzione di Heisenberg che definisce l’impossibilità di conoscere contemporaneamente gruppi di proprietà di un dato sistema fisico dette complementari. Questa è una proprietà comune di tutti i sistemi ad onda, e non va confusa con il famoso “effetto dell’osservatore”*.

Per spiegare i possibili scenari derivanti dalle proprietà del quantum entanglement, prendiamo quanto scritto nel documento EPR firmato a tre mani anche da Einstein ( ad invero nel tentativo di screditare la fisica quantistica che sembrava violare la sua teoria della relatività laddove il problema della distanza postulava la possibilità di superare la velocità della luce ).
1 – nonostante fossero fisicamente separate, le particelle si comportavano come se fossero unite mostrando un qualche tipo di interazione ignota
2 – l’informazione riguardo al risultato di ogni possibile scenario fosse già presente ( aggiungo io in uno stato “atemporale”) nelle due particelle

Bene e qui veniamo a noi!

Premetto intanto che, posta dalla scienza ufficiale la teoria del BIG BANG, essa stessa implicitamente dichiara che tutta la materia è in qualche modo in stato di entaglement essendo stata generata nello stesso istante.
Da 1 e 2 otteniamo due tra le più importanti informazioni riguardo il funzionamento della realtà.
1 – le particelle si comportavano come se fossero unite perchè esse sono effettivamente unite. Come abbiamo visto parlando dell‘etere in riferimento all’equazione di Einstein E=MC^2, tutta la massa è energia. Il quantum entanglement aggiunge che nel mondo della fisica quantistica** vige la non località, con la conseguenza che la separazione fisica consiste in una illusione. Tutto è uno!
2 – al di là dell’illusione che percepiamo come realtà, vige l’atemporalità, dove coesistono contemporaneamente passato,presente,futuro in tutte le sue possibili e infinite forme

La fisica sta cercando di tradurre in utilità pratiche queste possibilità. Citando velocemente: viaggio nel tempo, viaggio nello spazio a velocità overluce, teletrasporto etc…
Ma abbiamo invece idea delle conseguenze spirituali di questo esperimento???!!!

Beh intanto penso alla spinosa questione dei contatti telepatici con entità extraterrestri, angeli,demoni, Dio, il nostro Higher Self etc… questa possibilità E’ UN DATO DI FATTO, per quanto difficile da digerire ci possa sembrare all’inizio. L’argomento del channeling lo tratterò in maniera esaustiva in una pagina dedicata.

Continuando, i risultati ci portano a pensare che se nel suo “vero” stato l’energia è unica, infinita ed imperitura***, indissoluta, atemporale e non locale allora cosa siamo noi, la materia e la realtà che ho definito illusoria? Siamo diverse espressioni dello stesso stato, che potremmo definire DIO, rinchiusi per AMORE in un sogno illusorio fatto di tempo, spazio, esperienza e individualità.
Appunto la LEGGE DELL’UNO ( guardate questa pagina )
“Tutte le cose, tutta la vita, tutta la creazione, sono parte di un unico pensiero originale” per cui “tu sei ogni cosa, ogni essere, ogni emozione, ogni evento, ogni situazione. Tu sei unità. Tu sei infinito. Tu sei Amore/Luce, Luce/Amore. Tu sei ( esisti ). Questa è la Legge dell’Uno.”

 

Un grazie

Helios84

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Approfondimenti:

 

* l’effetto dell’osservatore in fisica quantistica si riferisce all’alterazione causata ad un dato fenomeno dall’azione dell’osservatore ( che non deve essere per forza una persona, ma anche una particella etc… ) Ad esempio, se in una dato esperimento si cerca un fotone come particella, esso apparirà tale. Al contrario se si cercherà di vederlo come un’onda, esso apparirà avere solo quelle caratteristiche.

**capiamolo bene la fisica quantistica non è una concetto astratto, ma spiega come funziona la realtà indagando la materia sino alle su più piccole parti. La più piccola parte non è stata ancora trovata, forse perchè non esiste e si può dividere all’infinito. Segnatevi mentalmente che più si cercano particelle piccole, più energia serve per dividerle  e più diminuisce la loro massa

*** il concetto di finito e perituro è definibile solo all’interno di un contesto di spazio/tempo

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