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Fisica – L’universo Olografico

Come conseguenza del Quantum Entaglement ci ritroviamo un universo che apparentemente è governato da materia, tempo e spazio, ma che nella sua vera natura, che la scienza ha scoperto con l’indagine quantistica, esiste in uno stato:

 

1 energetico indifferenziato per E=MC^2

2 non-locale,

3 probabilistico

4 atemporale

 

Cerchiamo di approfondire i vari punti.

 

1 dalla famosa formula di Einstein deriviamo il concetto semplice ma di sconvolgente significato che tutto ciò che esiste è una diversa espressione della stessa cosa

2 la non-località, cioè la corrispondenza di parametri indipendentemente dalla distanza, può esistere per la materia esclusivamente se ogni sua parte è una funzione si sé stessa.Infatti se vigesse solo una connessione parziale di qualche tipo essa ne sarebbe limitata

3 la materia che noi consideriamo come qualcosa di “pieno” in realtà è una funzione d’onda. Dimenticatevi la vecchia visione dell’atomo formato da nucleo di protoni e neutroni circondato da elettroni della fisica meccanicistica.Questi concetti sono validi solo a livello pragmatico per poterli “maneggiare” ed eseguirvici sopra dei calcoli, ma le particelle non sono mai state osservate direttamente in nessun esperimento.Quello che invece è stato osservato sono le conseguenze della loro azione, pertanto si è pensato ad un modello che potesse spiegarle aggiornandolo man mano che si ottenevano nuovi dati.Il vero stato della materia è indeterminato. Nel principio di Heisenberg, di un elettrone si può sapere con certezza di un solo parametro, mentre di un altro si può avere solo una data probabilità.Qui non si tratta di un problema di strumenti o di esperimento, ma di un modo di essere della materia che non è particellare.

4 l’essenza probabilistica della funzione d’onda, ha come conseguenza che la materia esiste contemporaneamente in passato, presente e futuro in tutte le infinite possibilità. L’aspetto importante è che L’ATTO DI OSSERVARE “CONGELA” NELL’ISTANTE CIO’ CHE SI OSSERVA TIRANDOLO FUORI DAL SUO STATO ATEMPORALE. PERTANTO L’ESISTENZA TEMPORALE DELLA MATERIA E’ DIPENDENTE DALLA COSCIENZA*

Se la materia quindi è, come abbiamo visto poco fa, fatta della stessa energia, unita ( non-locale), probabilistica e atemporale, quale sarà una delle sue proprietà fondamentali? Quella di comportarsi come un ologramma – UN UNIVERSO OLOGRAFICO – appunto.

Il concetto di Universo Olografico viene presentato per la prima volta dal noto fisico David Bohm nel suo libro “Universo, mente e materia”. Egli era giunto a tale conclusione dopo che gli esperimenti del 1982 del fisico Alain Aspect avevano oltre ogni dubbio dimostrato la realtà dell’entanglement quantistico.

Ma come funziona in pratica un ologramma?

Si prende un raggio laser e lo si divide in due deviandolo tramite uno specchio. Successivamente uno dei due raggi viene fatto riflettere sull’oggetto da riprodurre nell’ologramma. Poi questo raggio ed il suo gemello non “informato” vengono fatti passare tramite una lastra fotografica che imprimeranno. Qui si verifica il fenomeno dell’interferenza ottica dove il raggio “informato” si va a sovrapporre a quello gemello normale formando dei pattern d’onda che conterranno tutte le informazioni dell’oggetto. L’ologramma così ottenuto potrà essere proiettato tramite un raggio laser e si presenterà come una “fotografia” tridimensionale.

L’interessante è che ANCHE UTILIZZANDO UNA PARTE PIU’ PICCOLA DELL’OLOGRAMMA, ESSA CONTERRA’ TUTTE LE INFORMAZIONI DELL’IMMAGINE ORIGINALE, PERDENDO “DEFINIZIONE” MAN MANO LA PARTE SI FA PIU’ PICCOLA. Quest’ultimo concetto spesso sottovalutato, a mio avviso è molto importante in quanto si nota chiaramente un parallelismo con la nostra condizione umana: un uomo come espressione olografica del tutto avrà in sé le informazioni di quel tutto ( e quindi la spinta a comprenderlo ) ma contemporaneamente non ne sarà del tutto cosciente.

Bohm non a caso collaborerà poi con il neuroscienziato Pribram con cui applicherà la sua teoria al campo cognitivo umano – l’immagine del post curiosamente mostra come cervello e cosmo si somiglino molto- Sempre più palese diventa infatti l’impossibilità del cervello biologico umano di poter gestire quello che noi definiamo coscienza. Pensate ad esempio all’intuizione? Come possiamo spiegare in termini chimici qualcosa che in un solo istante puo’ essere così sconvolgente, potente, emozionante da lasciarci letteralmente senza fiato? Semplicemente non si può. Un cervello olografico invece ha accesso ad informazioni infinite prendendole dal “tutto”, grazie alla non-località ed istantaneamente, vigendo l’atemporalità.

Il nostro cervello sarebbe pertanto semplicemente uno strumento per raccogliere le informazioni quantistico sotto forma di onde e trasformarle tramite i sensi in informazioni tridimensionali, quello che noi percepiamo come realtà.

 

Questa concezione apre nuovi paradigmi in qualunque campo la si voglia applicare.

Saremo capaci noi, sapendo che tutto è connesso , ogni pensiero, azione, gesto, imparare dai nostri errori ed agire con la consapevolezza che “quello che faccio a qualcuno, lo sto facendo in realtà a me stesso”?

 

Un grazie

Helios84

Vi invito come sempre a leggere le pagine INIZIA DA QUI e FINALITA’ DEL BLOG        Per scrivermi: leggedelluno@gmail.com

 

Approfondimenti:

 

* si tratta del famoso “Effetto dell’Osservatore. Si noti bene che l’ “Osservante” non deve essere necessariamente una persona ma anche una particella, il che porta a pensare che la coscienza non sia un’esclusiva umana ma una proprietà comune a tutto ciò che esiste. E come non potrebbe esserlo essendo tutto energia?

Fisica – Quantum Entanglement

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Il quantum entanglement si riferisce allo stato due particelle “gemelle”, le cui proprietà, quando misurate, risultano essere una corrispondente all’altra per qualunque parametro, come spin, polarità e sopratutto distanza.

Esso è stato dimostrato più volte sperimentalmente con particelle come fotoni ed elettroni, oltre che grosse molecole come le buckyballs di Buckminster Fuller ed addirittura piccoli diamanti.

La prima volta che se ne parla è come conseguenza alle equazioni di Schroedinger relative allo stato quantico di una dato sistema fisico, che potevano essere risolte matematicamente in diversi modi. La spiegazione dell’epoca venne data dal famoso principio di indeterminzione di Heisenberg che definisce l’impossibilità di conoscere contemporaneamente gruppi di proprietà di un dato sistema fisico dette complementari. Questa è una proprietà comune di tutti i sistemi ad onda, e non va confusa con il famoso “effetto dell’osservatore”*.

Per spiegare i possibili scenari derivanti dalle proprietà del quantum entanglement, prendiamo quanto scritto nel documento EPR firmato a tre mani anche da Einstein ( ad invero nel tentativo di screditare la fisica quantistica che sembrava violare la sua teoria della relatività laddove il problema della distanza postulava la possibilità di superare la velocità della luce ).
1 – nonostante fossero fisicamente separate, le particelle si comportavano come se fossero unite mostrando un qualche tipo di interazione ignota
2 – l’informazione riguardo al risultato di ogni possibile scenario fosse già presente ( aggiungo io in uno stato “atemporale”) nelle due particelle

Bene e qui veniamo a noi!

Premetto intanto che, posta dalla scienza ufficiale la teoria del BIG BANG, essa stessa implicitamente dichiara che tutta la materia è in qualche modo in stato di entaglement essendo stata generata nello stesso istante.
Da 1 e 2 otteniamo due tra le più importanti informazioni riguardo il funzionamento della realtà.
1 – le particelle si comportavano come se fossero unite perchè esse sono effettivamente unite. Come abbiamo visto parlando dell‘etere in riferimento all’equazione di Einstein E=MC^2, tutta la massa è energia. Il quantum entanglement aggiunge che nel mondo della fisica quantistica** vige la non località, con la conseguenza che la separazione fisica consiste in una illusione. Tutto è uno!
2 – al di là dell’illusione che percepiamo come realtà, vige l’atemporalità, dove coesistono contemporaneamente passato,presente,futuro in tutte le sue possibili e infinite forme

La fisica sta cercando di tradurre in utilità pratiche queste possibilità. Citando velocemente: viaggio nel tempo, viaggio nello spazio a velocità overluce, teletrasporto etc…
Ma abbiamo invece idea delle conseguenze spirituali di questo esperimento???!!!

Beh intanto penso alla spinosa questione dei contatti telepatici con entità extraterrestri, angeli,demoni, Dio, il nostro Higher Self etc… questa possibilità E’ UN DATO DI FATTO, per quanto difficile da digerire ci possa sembrare all’inizio. L’argomento del channeling lo tratterò in maniera esaustiva in una pagina dedicata.

Continuando, i risultati ci portano a pensare che se nel suo “vero” stato l’energia è unica, infinita ed imperitura***, indissoluta, atemporale e non locale allora cosa siamo noi, la materia e la realtà che ho definito illusoria? Siamo diverse espressioni dello stesso stato, che potremmo definire DIO, rinchiusi per AMORE in un sogno illusorio fatto di tempo, spazio, esperienza e individualità.
Appunto la LEGGE DELL’UNO ( guardate questa pagina )
“Tutte le cose, tutta la vita, tutta la creazione, sono parte di un unico pensiero originale” per cui “tu sei ogni cosa, ogni essere, ogni emozione, ogni evento, ogni situazione. Tu sei unità. Tu sei infinito. Tu sei Amore/Luce, Luce/Amore. Tu sei ( esisti ). Questa è la Legge dell’Uno.”

 

Un grazie

Helios84

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Approfondimenti:

 

* l’effetto dell’osservatore in fisica quantistica si riferisce all’alterazione causata ad un dato fenomeno dall’azione dell’osservatore ( che non deve essere per forza una persona, ma anche una particella etc… ) Ad esempio, se in una dato esperimento si cerca un fotone come particella, esso apparirà tale. Al contrario se si cercherà di vederlo come un’onda, esso apparirà avere solo quelle caratteristiche.

**capiamolo bene la fisica quantistica non è una concetto astratto, ma spiega come funziona la realtà indagando la materia sino alle su più piccole parti. La più piccola parte non è stata ancora trovata, forse perchè non esiste e si può dividere all’infinito. Segnatevi mentalmente che più si cercano particelle piccole, più energia serve per dividerle  e più diminuisce la loro massa

*** il concetto di finito e perituro è definibile solo all’interno di un contesto di spazio/tempo

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